|
|
Tiffany Chanel Swarovski Prada Orologi di lusso Rolex Ametista Cartier Gucci Dolce e Gabbana D&G Occhiali Versace Armani Morellato Milano Moda Tendenza Moda Ingrosso Bigiotteria Roma Ingrosso bigioteria Milano Ingrosso Argento Milano Ingrosso perle Milano Ingrosso perle Roma Ingrosso Perline Perle Novit
Storia dell'ametista
La storia: L’ametista è una varietà di quarzo contraddistinta dal colore violaceo più o meno intenso. In Egitto e in Asia Minore, fin dal 3000 a.C. è stata una tra le gemme più utilizzate per la creazione di gioielli, sigilli e intagli pregiati. Gli antichi greci, invece, ritenevano che l’ametista costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell’alcol, da cui il nome amethistos (“che respinge l’ubriachezza”); ma, secondo Plinio, tale nome potrebbe piuttosto derivare dal colore, simile a quello di certi vini rossi. Il principale significato simbolico dell’ametista è comunque quello sacrale e religioso: viene infatti citata nelle pagine della Bibbia come una tra le dodici pietre poste sul pettorale che conservava i nomi delle dodici tribù di Israele. Nel Medioevo, poi, la gemma diventò la pietra dei cardinali e vescovi – considerata un simbolo di pace, umiltà, castità e distacco dal mondo terreno – oltre a rappresentare il colore della passione nella cristologia. Le caratteristiche: L’ametista è una varietà viola porpora del quarzo. Come tale, è costituita da biossido di silicio e cristallizza nel sistema trigonale. Presenta un abito in cui sono molto sviluppate le forme dei romboedri rispetto a quella del prisma, tipica invece del quarzo incolore. Sovente la colorazione, dovuta a fenomeni di irraggiamento naturale di cristalli contenuti nel ferro, è distribuita in zone irregolari o parallele alle facce principali del cristallo, oppure è presente solamente all’estremità dei cristalli, lunghi fino a 10-15 cm…L’ametista è molto spesso geminata, ma l’esistenza dei diversi individui cristallini che compongono il geminato non è facilmente riscontrabile a prima vista. Ha durezza 7 della scala di Mohs, non si sfalda e presenta lucentezza vitrea, talvolta diminuita dalla presenza, sulle facce, di numerosissime striature parallele tra loro. Al suo interno si possono trovare inclusioni tipiche, come veli liquidi in cavità appiattite, dal contorno zigzagato, e cristalli aciculari bruni o rossastri in ciuffi. Tutte le ametiste, se sottoposte a temperature comprese tra i 400 e i 500 °C, diventano stabilmente dei quarzi citrini, ovvero cambiano la loro colorazione dal viola al giallo bruno o a varie sfumature di bruno-arancione. Sono molto simili all’ametista la cordierite e la scapolite viola. Spesso l’ametista è imitata con vetri e quarzi violi sintetici. Origine e giacimenti: L’ametista si rinviene essenzialmente all’interno di geodi nelle rocce basaltiche. È questo il caso dei vastissimi giacimenti del Brasile e dell’Uruguay, nonché dei depositi dell’India. I geodi brasiliani, di forma tondeggiante, possono raggiungere dimensioni superiori al metro cubo. L’ametista si può inoltre trovare in vene e cavità delle pegmatiti, in Russia e nel Madagascar. In Italia, piccoli cristalli di ametista sono stati rinvenuti in Val di Fassa (Trento) e all’Alpe di Siusi (Bolzano), mentre cristalli di notevoli dimensioni sono stati portati alla luce a Traversella (Torino) e in Valle Aurina (Bolzano). Il taglio: Le varietà di ametista limpide e di colore intenso vengono tagliate, in forme ovali o tonde, con tagli a faccette, talora a brillante, mentre le varietà opache si tagliano a cabochon. Anticamente molte coppe e altri utensili venivano ricavati da ammassi di aggregati traslucidi od opachi di ametista |
|
| Copyright 2007 Fushion,Inc. - www.Fushion.it - All Rights Reserved. |